Food Switzerland Travel

Raccolta di food porn

Un breve riassunto di quello che abbiamo mangiato nell’arco degli ultimi due mesi, raccontato nella mia classica galleria fotografica di food porn.

(Disclaimer: per la visione di questo post è necessario munirsi di fazzoletto per asciugare la saliva)

Stoccarda

Un weekend all’insegna del rock an roll. Perché dove vanno i Rolling Stones, noi ci saremo (più o meno). Il cibo di Stoccarda è stato uhm, poco memorabile. Al punto da spingermi a fare una cosa che non faccio mai: ordinare un’insalata al ristorante.

Due ore di concerto, un’ora di camminata per tornare in hotel: la birra è d’obbligo.

Il maultaschen, pseudo-ravioli con insalata di patate.

Quando ordini una cotoletta e ti arriva un metro quadrato di carne.

 

Hotel Nettuno, Igea Marina

Poteva mancare l’appuntamento annuale con il buffet romagnolo dell’Hotel Nettuno? Ovviamente no.

Nonostante le mie riserve sulle vacanze in Riviera devo ammettere, l’accoglienza e la bontà del cibo servito in questo hotel sono davvero memorabili.

Quel raviolone ricotta e tartufo sulla sinistra? Me lo sogno ancora.

Spaghetti con aragostine e tortiglioni all’arrabbiata.

Inguardabile ma deliziosa panna cotta al caffè.

 

I ramen di Fukurou, Milano

Anche quando a Milano fanno 35° e l’asfalto ti si scioglie sotto i piedi, e il sudore ti cola dal collo in simpatici rivoletti appiccicosi. Quando ti apre un ristorante di ramen dietro casa, non hai alternative se non fiondartici e divorare tutto.

È commovente, poter ritrovare questi sapori così familiari a Milano, dopo averli scoperti in Giappone e poi cercati ovunque, a Londra, a Zurigo…

Deliziosi e serviti fumanti in poco tempo. Questa era una porzione media e mi ha saziato

Edamame caldi con sale grosso, e melanzane marinate.

 

In viaggio

Tra una stazione e un aeroporto, cerchiamo sempre posti in cui riempirci la pancia.

7.30 di sabato mattina, in partenza per Igea Marina e per riprendere Lucia e mia mamma. Milano Garibaldi già piena di gente con le valigie. Il conforto di un cappuccino e una brioche mediocri (ma che, NB, per gli standard svizzeri sono deliziosi)

A proposito di standard svizzeri: quando quella che in Italia sarebbe una pizza mediocre e cara diventa, a Zurigo, una pizza saporita e neanche troppo cara. Anche questo fa parte della fatica di adattarsi a un altro paese.

 

Aeroporto di Cagliari, dove l’unico ristorante nella zona imbarchi è, sorprendentemente, una pseudo-birreria tedesca. Ciononostante Lucia è rimasta entusiasta del suo hotdog con patate.

Fermata obbligatoria quando si è in Stazione Centrale: Rossopomodoro. Perché la loro pizza è, semplicemente, imbattibile. Soprattutto quella con tre tipi diversi di pomodoro, mozzarella, e ricotta salata.

A casa, in Sardegna

Siamo stati una settimana in Sardegna, a Luglio. E la casa che abbiamo affittato era così bella e comoda che non abbiamo mai mangiato al ristorante. È stato un susseguirsi di spese al macellaio, al fruttivendolo, pasta artigianale, birrette, barbecue e tanto relax al nostro amato tavolo in cucina.

 

Al ritorno dalla spiaggia, niente di meglio che patate lesse, tonno, aglio e foglie di basilico.

Pasta fresca sol sugo alla salsiccia

 

I Culurgiones al pomodoro.

La birra in bottiglia vintage

Spiedini, pane e pomodori buonissimi.

La faccia stracotta di Lucia

A casa, Lugano

Tra un giro e l’altro, la prima metà di questa estate a Lugano

Il sugo di pomodoro fresco: la mia nuova ossessione. Come ho fatto a non farlo prima d’ora? È buonissimo, facile e veloce.

 

Se poi ci aggiungi delle melanzane arrostite, diventa ancora più buono.

I pancake della domenica mattina. Perché ormai, se non fa troppo caldo e non abbiamo cose urgenti da fare, la colazione della domenica è dedicata ai pancake, che faccio praticamente in automatico. Non sono i pancake più buoni del mondo, ma sono sicuramente i più facili (One Cup Pancake di Jamie Oliver) e soprattutto, Lucia li ama alla follia.

Il panino con prosciutto e formaggio e bandierina, il 1 Agosto, al bar della piscina di Tesserete. Un giorno caldo e afoso, in cui abbiamo esplorato una parte del Luganese che non conoscevamo e come sempre, abbiamo avuto la bellissima sensazione di essere in vacanza nella nostra stessa città.

 

 

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