Life Parenting

Come un pezzo di pane caldo

Lunedì sera.

Fa freddo e piove cytotec price usa.

Umore nero, sotto le scarpe, perché a volte anche la più rosea delle situazioni mostra le sue spine, e mi rendo conto che la mia capacità di sopportare lo stress non è più la stessa. Il lavoro, gli impegni, la casa a cui stare dietro, Lucia da portare all’asilo, l’ansia delle cose che non conosco, il tempo che mi sfugge tra le dita. Lunedì è stata una giornata pesante, lunga e fastidiosa, caratterizzata dalla sensazione di essere sempre un passo indietro, sempre qualcosa che ho scordato di fare, qualcuno che non ho chiamato, qualche documento da preparare.

Come se non bastasse la sera inizia a piovere. Guido (corro?) verso l’asilo dove Lucia va a fare il doposcuola, perché lunedì non c’era nessuno che la andasse a prendere all’uscita, alle 15.30, e così Lucia è andata da Agata, la maestra dell’orario prolungato, una signora gentile e dolce che sembra uscita da un film. E che, proprio in virtù della sua bontà, non ha sgridato Stefano quando è arrivato in mega-ritardo a prendere Lucia la settimana scorsa.

Arrivo, recupero Lucia che è come sempre chiaccherona e felice, ma molto stanca. Per tornare alla macchina attraversiamo il sottopassaggio e sbuchiamo dall’altra parte vicino al supermercato Manor. Ecco, entriamo a prendere il pane.

Nella zona del pane ci aspettano le ultime due pagnotte “Manorette”, appena sfornate, ancora calde. Così calde che è quasi difficile tenerle in mano.

“Mamma, mangiamole subito” esclama Lucia, e ha già colpito nel segno.

Giusto il tempo di infilare in tasca le monete del resto e scroc, una delle due pagnotte è già stata spezzata. Lasciando un tappeto di briciole sul pavimento del supermercato, ma chisseneimporta.

È lunedì, siamo entrambe stanche morte, fuori fa freddo e il pane è caldo.

Lucia e io ci incamminiamo verso l’auto, masticando il nostro buonissimo pane appena sfornato. Continuiamo a mangiare anche in auto, nel garage di casa, sul pianerottolo, fino a che la porta non si chiude dietro di noi e ci scambiamo un sorriso di piacere.

Ecco, non c’è lunedì deprimente che non possa essere risollevato dal sorriso di una bimba e da un pezzo di pane caldo appena sfornato.

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