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Gli Aristogatti

Continuo a tirare fuori dal dimenticatoio vecchi film di quando ero piccola, per farli vedere a Lucia. Il misto di momento nostalgia unito alla voglia di far vedere uno dei classici, e la sicurezza di mettere la pupa di fronte a un film sicuramente adatto a lei, sono fattori chiave nello scegliere un film.

Poi il film comincia, e io due volte su tre mi annoio. Anzi, no, dire che mi annoio è sbagliato. Perché i film in sé intrattengono e sono divertenti. Però sono così irritanti. Oh, come sono irritanti. Soprattutto per chi li rivede con l’occhio critico di un adulto – e peggio ancora, di un adulto appassionato di cinema.
Ad esempio, Gli Aristogatti.

Che tenerezza, direte voi. Che simpatia, la simpatica famigliola di micetti che deve tornare a casa dopo che il maggiordomo cattivo li ha portati via. Quella dolce canaglia di Romeo, che personaggio.

Ma neanche per sogno.

True_Original_Aristocats_Theatrical_Poster

Iniziamo a distruggerlo.

La trama

La trama è una fotocopia sbiadita di altri film della Disney: Lilli e il Vagabondo (lei animale da compagnia viziata e sprovveduta, lui animale randagio amante della libertà e del pericolo) e La Carica dei 101 (gli animali fedeli che devono tornare a casa dal proprio padrone senza lasciarci la pelle + l’aiuto di altri membri del mondo animale).

Solo che degli altri due film manca la parte più importante – un personaggio di cui ti freghi qualcosa. Madame Adelaide è una gattara piena di soldi, ma sempre una gattara matta che vuole lasciare ai suoi micetti il suo patrimonio. Edgar è l’unico con un po’ di sale in zucca, ma non capisce la vera mossa vincente da fare (ammazzare i gattini DOPO che la vecchia è morta, non prima. Ragiona, Edgar!). E i gatti… aiuto…

Quella gattamorta di Duchessa

Duchessa

Oddio, Duchessa. Da dove comincio? Lucia è esaltatissima e dice che io sono Duchessa e lei Minù. Io al pensiero soffro. Duchessa è una viziata sprovveduta, ma persino peggio: è una pessima madre gatta. Dissuade i figli da imparare a fare i gatti perché “é sconveniente”, ma preferisce insegnare loro a cantare e dipingere (per fortuna Matisse insiste “E se incontriamo un gatto di strada?” bravo cucciolo, almeno tu).
Messa fuori casa, Duchessa diventa inutile. Nemmeno capace di rassicurare i figli, terrorizzata da una notte di pioggia. E quando incontra Romeo cosa fa? Gli occhi dolci, un’agitatina di coda, un ammiccamento, e il cavaliere è prostrato ai suoi piedi. Duchessa sa solo fare (letteralmente) la gattamorta.
Insomma, messa fuori casa Duchessa morirebbe in meno di un giorno. Totalmente sprovveduta.

Romeo

Fastidio. Con l’accento romano farlocco. Non brilla per intelligenza o per profondità. Non ha neanche la filosofia da hippie di Biagio il Vagabondo. A lui interessa solo una cosa. Duchessa, Duchessa e ancora Duchessa. “L’occhi tua so’ du’ zaffiri splendenti, che mandano raggi caldi e seducenti.” (movacagher)

I gattini

Si salvano solo Bizet e Matisse. Minù? Non pervenuta. Viziata stupida e inutile come la madre… e infatti cade sempre da camion e ponti perché non è capace di fare niente.

I cani

Va bene, la gag dei cani che vogliono azzannare Edgar ed Edgar che deve recuperare il cappello. Carina. Ma quanto la vogliamo portare avanti? Interi minuti a vedere corse rocambolesche, inseguimenti, chiappe azzannate. Wow.

È questo il principale difetto del film: che nessuno dei personaggi impara niente dall’avventura che vive. Duchessa resta la viziata di sempre, Romeo entra nella nuova famiglia senza troppi dubbi o tentennamenti. La vecchia cantante non si è accorta di nulla. Quel povero cristo di Edgar finito a Timbuktu.

Quindi, direte voi, Gli Aristogatti lo gettiamo nello scarico?

No, dai. Qualcosa si salva in fondo.

L’artwork

I fondali di Parigi, meravigliosa di notte mentre Edgar la percorre con la moto. La casa sontuosa di Madame Adelaide. Bastano poche inquadrature per farti entrare subito nell’atmosfera.

Aristogatti

“Tutti Quanti Voglion Fare il Jazz”

Forse scontata, ma ti entra in mente e non se ne va più. Compresa la parte super-razzista con il gatto cinese che parla in “cin-cion-cian” e il gatto russo che dice “tobarich!”

Guendalina e Adelina

Adelina, Guendalina e lo zio Reginaldo

Arrivano sculettando, vanno via traballando e mezze ubriache. Zio Reginaldo è un alcolizzato e se ne vanta. Le due sorelle rischiano di affogare Romeo. Insomma, tre animali molto simpatici.

Aristogatti

Edgar in motoretta

Portata un po’ troppo avanti, ma ammettiamolo: è una gag molto spassosa. Edgar sulla motocicletta è un fico. Soprattutto il doppio giro della morte quando è inseguito dai cani sotto il ponte. O quando sbaglia strada e piomba dentro una stazione della metro. Ogni volta che le vedo mi piego dalle risate.

E in fondo è questo che conta, no? Trovare quel momento del film in cui tu e la tua bimba ve la ridete di gusto, al netto degli scivoloni e degli errori che puoi avere notato con il tuo animo critico.

Avete letto gli altri film massacrati da me?

Cenerentola

Il Libro della Giungla

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