Movies & TV Writing

Il Re dei Goblin e lo Sceriffo di Nottingham

Quando ti si rattrista il mondo dal lunedì al venerdì.

David Bowie

Cantante famosissimo e vera icona del rock, ma per me è un’altra figura quella che scompare con lui. Quella di Jareth, il Re dei Goblin di Labyrinth. Proprio in un periodo in cui rimuginavo se dedicare un post a quello che è uno dei miei 10 film più amati di sempre.

Perché al netto della storia di orchi, folletti, fate e magie, oltre il mondo visivamente spettacolare che è Labyrinth, c’è quella scena lì, la scena del ballo, nella nostra immaginazione. Nella mente di noi bambine cresciute negli anni ’80. Quel ballo in cui la ragazzina sembra una donna, con un vestito che sembra più grande di lei, e gira smarrita tra maschere che non conosce. Perché eravamo noi, quelle bambine che sognavano di andare al ballo in maschera, e il volto che compare quando si apre la folla è il suo. Ed è lui con cui abbiamo ballato il nostro primo ballo, nelle nostre immaginazioni, nei nostri pomeriggi piovosi davanti al tubo catodico e alle VHS consumate.

Labyrinth

 

Erano gli anni ’80, noi eravamo bambine in tuta rosa ma con la mente eravamo tra le braccia di Jareth, confuse e spaventate e follemente infatuate di quella strana figura.

Labyrinth

E il disco della colonna sonora di Labyrinth, il primo CD che io abbia mai comprato in vita mia. La prima musica “mia”. Ascoltato compulsivamente per tutta la prima e la seconda media (in tandem con “Dangerous” di Michael Jackson, perché era il 1992 e il mondo andava così). Portato nel cuore attraverso gli anni, così tanto da essere ancora ora nella mia playlist standard sull’iPhone, ascoltato spesso e volentieri.

Sì, questo film merita davvero un post tutto per sé.

E poi c’è stato l’altro colpo della settimana

 

Alan Rickman

Il mondo, ho scoperto, si divide in chi sa chi è Alan Rickman e chi non lo conosce. Non parlo solo dei fan di Harry Potter, ma anche di normali appassionati di cinema. Alan Rickman era una star e nessuno lo sapeva. Anche chi non guarda tanti film l’avrà visto in qualche titolo.

I patiti di cinema, e in particolare di commedie romantiche inglesi, lo conoscono da molto tempo.

Robin Hood, Alan Rickman

La sottoscritta l’ha personalmente visto per la prima volta sempre nel 1992, con Robin Hood, nel quale interpretava lo sgradevole Sceriffo di Nottingham. Da allora tutta la mia famiglia l’ha conosciuto e riconosciuto in molti altri film, ma per noi resta sempre quel personaggio. Anche quando è morto, la risposta di mia madre all’annuncio è stato “Ahhhh lo Sceriffo di Robin Hood! Peccato, era bravo.”

Love Actually, Alan Rickman

Era bravo, e soprattutto era nostro fedele compagno del film preferito di Natale: Love Actually. Il suo personaggio diviso tra lavoro, famiglia e la segretaria tentatrice, le meravigliose scene con Emma Thompson.  E anche di un altro film che è diventato il classico per due nerd come me e Ste: Galaxy Quest.

Galaxy Quest

D’ora in poi la visione di questi due film sarà velata da tristezza.

E ora niente, un’altra notizia di una persona che è mancata in questi giorni, una persona anziana ma molto cara a me e soprattutto a mia mamma, aggiunge ancora un po’ di tristezza a questa settimana già malinconica.

Dicono che le persone non muoiono mai se c’è qualcuno che si ricorda di loro, e io non voglio dimenticare.

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