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Good King Wenceslas

La mia storia di Natale preferita non è neanche ambientata a Natale – tecnicamente, si svolge il 26 Dicembre.

È la storia di Re Venceslao, ed è anche uno dei miei canti di Natale più amati. L’origine di questo amore è tanto profana quanto prevedibile: I Raccontastorie, edizione Natale 1984. Ripeto: 1984. 31 anni fa.

La storia é semplice: Re Venceslao si affaccia alla sua finestra la sera di S. Stefano, e vede un povero vecchio che raccoglie legna in mezzo alla neve, sotto il suo castello. Allora va a chiedere al suo paggio chi sia quell’uomo, e il paggio gli dice che è un uomo onesto ma povero, che vive nella foresta.

Re Venceslao decide di fare un cesto di arrosti avanzati dal giorno prima, vino, aggiungere un bel po’ di ciocchi di pino, e di fare visita al povero. Il paggio vorrebbe dargli del pazzo, ma tace, e lo segue nella notte fredda.

La Fiaba del Buon Re Venceslao

A metà strada il paggio sta morendo di freddo, c’è la neve, il vento, è buio, sta portando un blocco gigantesco di legna, insomma, non ce la fa proprio più.

Il Re lo guarda e gli dice “Segui i miei passi e avrai meno freddo.”

E il paggio si rende conto che, dalle orme lasciate sulla neve dai piedi del Re, emana caldo. E che camminando sulle orme del re, il freddo per miracolo passa.

La Fiaba del Buon Re Venceslao

Quando ero piccola canticchiavo la canzone e rileggevo la fiaba affascinata. Ora che sono grande, e ascolto la canzone (solitamente la versione di Loreena McKennitt), finisce che mi commuovo come una vecchietta.

Per due motivi.

Primo: perché il lamento del paggio, nel mezzo del cammino al freddo e nella neve, è il lamento che facciamo tutti nei momenti bui della nostra vita “Fails my heart, I know not how / I can go no longer” E la risposta del Re, il consiglio di seguire i suoi passi, è il consiglio migliore nei momenti di bisogno: seguire le orme, l’esempio di qualcuno più grande di noi. Di Gesù, se siete cristiani, ma anche di persone reali della nostra vita che ci ispirano e ci danno la forza. Genitori, parenti, amici, persone che hanno affrontato momenti bui e che ci danno la forza di andare avanti – è il loro esempio e il loro amore a scaldare i nostri passi.

Secondo: per il messaggio di beneficienza che la storia porta. A Re Venceslao non dovrebbe importare niente di un poveretto che raccoglie legna a Natale. Invece esce da palazzo e fa una passeggiata nel freddo e nella neve per andare a festeggiare il Natale anche con lui. Certo, gli porta in dono degli avanzi di cucina e del legno – cose che per lui non hanno alcun valore, d’altra parte è il Re. Ma è il gesto ad avere significato, cioè di non dimenticarci, soprattutto a Natale, dei più bisognosi.

E ora basta fare i sentimentali, ascoltiamoci la canzoncina di Natale e leggiamo le parole.

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Good King Wenceslas looked out
On the feast of Stephen
When the snow lay round about
Deep and crisp and even
Brightly shone the moon that night
Though the frost was cruel
When a poor man came in sight
Gath’ring winter fuel

“Hither, page, and stand by me
If thou know’st it, telling
Yonder peasant, who is he?
Where and what his dwelling?”
“Sire, he lives a good league hence
Underneath the mountain
Right against the forest fence
By Saint Agnes’ fountain.”

“Bring me flesh and bring me wine
Bring me pine logs hither
Thou and I will see him dine
When we bear him thither.”
Page and monarch forth they went
Forth they went together
Through the rude wind’s wild lament
And the bitter weather

“Sire, the night is darker now
And the wind blows stronger
Fails my heart, I know not how,
I can go no longer.”
“Mark my footsteps, my good page
Tread thou in them boldly
Thou shalt find the winter’s rage
Freeze thy blood less coldly.”

In his master’s steps he trod
Where the snow lay dinted
Heat was in the very sod
Which the Saint had printed
Therefore, Christian men, be sure
Wealth or rank possessing
Ye who now will bless the poor
Shall yourselves find blessing

 

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