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Stoccolma, vecchia amica

I giorni dei miei studi di Scandinavistica sembrano immagini di un’altra vita. Ventenne e innamorata della Svezia. Mesi passati a studiare questo mondo sui libri e poi le bellissime settimane estive in cui visitavo Stoccolma o mi perdevo insieme a Ste nei meandri delle foreste del Dalarna.

Incredibile a dirsi, avevo dimenticato quasi tutto di quei viaggi.

Ste mi ha sorpreso, organizzandomi un weekend lampo a Stoccolma. L’occasione era chiara: festeggiare Santa Lucia nella terra dove viene maggiormente festeggiata.

48 ore a Stoccolma, con partenza venerdì e ritorno domenica sera.

Stancanti? Di più.

Faceva freddo? Per i miei personalissimi standard, sì. -1 fisso. Per i locali, faceva persino caldo.

 

Cosa abbiamo fatto? Dei giri veloci in centro, scorrazzando tra i vicoli di Gamla Stan, lungo Drottninggatan, entrare e uscire da negozi e grandi magazzini. Ma soprattutto, una intera giornata a Skansen.

Mercato di Natale a Skansen

Mercato di Natale a Skansen

Mercato di Natale a Skansen

Mercato di Natale a Skansen

Pacchetti di Natale a Skansen

Pacchetti di Natale a Skansen

Scaldarsi i piedi al falò

Il museo all’aria aperta per antonomasia, dove sorgono ancora antiche case d’epoca, vicoli di ciottoli, e un mercato di Natale come quelli di decine di anni fa. Abbiamo scoperto una cosa chiamata Julklapp: compri un regalo impacchettato a una bancarella, e non sai cosa conterrà il pacchetto fino a quando non lo aprirai. Non è una idea geniale?

Concerto per Santa Lucia

Abbiamo assistito a un concerto tradizionale di Santa Lucia, con processione di ragazze vestite di bianco con le candele. Stipati all’interno di una chiesa tradizionale del ‘700. Unici stranieri in un mare di svedesi. Lucia, in piedi sul banco della chiesa, che guarda con occhi sgranati la scena e si mette a cantare insieme a loro come se fossimo a messa.

Dolci allo zafferano di Natale

Dolci allo zafferano di Natale

Kanelbullar

Kanelbullar

La prima volta che ho visitato la Svezia mi sono innamorata delle kanelbullar, delle specie di girelle con crema alla cannella, assolutamente deliziose. Stavolta è stato amore a prima vista per un altro dolce tipico del Natale svedese: i lussekatter, panini arrotolati allo zafferano con uvetta. Non troppo dolci, morbidi al punto giusto, con un aroma intenso di zafferano che ti avvolge le narici. Li vendono ovunque, in pasticceria ma anche negli onnipresenti Pressbyrån.

Pizza Hut

Abbiamo consumato pasti improponibili, sfasati dagli orari di viaggio e dal cielo perennemente buio. Dolci, mandorle salate, succhi di frutta, hot dog. E poi anche pizze ignoranti di Pizza Hut, mandorle caramellate, zuppe di gulasch, aringa in salsa all’aneto. Per due giorni siamo stati animali raminghi, in giro per la città, mezzi assonnati, con il naso all’insù a guardare le luci dorate alle finestre (solo luci bianche e candelabri di Natale, abbiamo scoperto – in Svezia non esiste la cacofonia di luci sfarfallanti natalizie che si usa da noi).

Il sole alle 11 di mattina

E lo Svedese? Me lo ricordavo ancora?

Certo che sì.

Anche se mischiato con un po’ di tedesco e un po’ di svizzero tedesco. Eppure è tornato a galla, dopo poche interazioni, come se niente fosse. Ho aperto bocca e prima di rendermene conto avevo risposto in svedese. Così, naturalmente.

Bellissimo, quando i ricordi riaffiorano dagli angoli della mente dove li avevi messi a riposare.

Tutto rose e fiori, direte voi? Chiaramente no.

Lucia stanca e distrutta dal viaggio e dagli sbalzi di temperatura ha ben pensato di festeggiare il ritorno a casa con un bel raffreddore condito da tosse e febbre alta look at here now. Ma nonostante il malessere continua a rimirare le decorazioni svedesi in legno che abbiamo appeso all’albero, compresa quella della “sua” Santa Lucia.

 

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