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Engadina, amore mio

È la terza volta che ci veniamo. Ogni volta gentilmente ospitati dalla mia amica S., che ci presta le chiavi di casa sua e ci permette di rifugiarci in questo angolo di paradiso in cima ai monti.

La Punt, 1687 m.s.l.m., è un piccolo villaggio circondato da montagne. Non avremmo mai scoperto questo posto meraviglioso se non fosse stato per la casa di S. E invece ci siamo capitati, un giorno di Giugno di due anni fa, e ci abbiamo lasciato il cuore. Anche quest’anno ci siamo tornati, prima a Giugno, e ora di nuovo, a fine Ottobre, nel magico momento in cui l’autunno cede il posto alla prima neve e l’aria inizia a portare le prime promesse di inverno.

La casa: semplice rustica eppure incredibilmente accogliente e organizzata. C’è un angolo, con due letti a castello incastrati sotto il tetto spiovente, che Lucia ama con tutto il cuore. Ogni volta che arriviamo lei si mette lì, sparge i suoi pupazzetti in giro e inizia a giocare sotto le finestre del tetto, felice nel suo mondo. Noi ci sediamo in salotto intorno al grande tavolo, vicino alla stufa, e ci facciamo una tazza di the tirando fuori vecchi mazzi di carte e riesumando i giochi di quando eravamo piccoli, Scala 40 e la Peppatencia, e ridiamo a gran voce con una allegria che solo le carte sanno darti.

I prati intorno alla casa e al paese sono pura magia. Cavalli che brucano, pecore che masticano fili d’erba, mucche che riposano. Tutto intorno, le cime innevate.

La neve, fresca, sotto le scarpe. Camminare sulla neve appena caduta è una sensazione magica. Lo scricchiolio della neve sotto le suole, le orme che lasci dietro di té, l’aria fredda che ti punge le narici. Non importa quanti anni passano, la prima neve dell’anno è sempre un momento che resta impresso.

E quest’anno Ste e Lucia l’hanno festeggiato lanciandomi addosso grosse palle di neve bagnata e pesante. Quei due manigoldi.

Il cibo: come non parlare della bontà del cibo di montagna. Rösti in tutte le sue forme. Pizzoccheri, anche se non sono propriamente svizzeri, ma vuoi mettere la soddisfazione di un piatto caldo e formaggioso dopo un’ora di passeggiata al freddo pungente? Capuns, la scoperta di questo viaggio, una specie di fagotto di farina e uova avvolti in una foglia di verza. Ma anche semplici delizie della valle, come il formaggio di alpe o la carne secca di Plinio a Samedan, da infilare in valigia al ritorno per mangiarsele durante la settimana.

E ovviamente il paesaggio, e le passeggiate. La cosa più bella della montagna, e se lo dico io che sono nata pigra potete fidarvi, che sono cose a fattore fatica zero. St. Moritz con le sue vetrine di lusso ma soprattutto il lago e il panorama mozzafiato, e l’albergo i cui sognare di rinchiudersi per un inverno, con una scorta di whisky, a scrivere romanzi davanti a un camino mentre fuori nevica.

Silvaplana e il suo lago meraviglioso, sferzato da vento in ogni stagione, su cui il sole e le nuvole disegnano giochi di luce e ombra.

Ecco, siamo stati meno di 48 ore in Engadina ma anche questa volta ci abbiamo lasciato un pezzetto di cuore e già non vediamo l’ora di tornarci.

Alcuni miei consigli per la regione

Dormire e mangiare

St. Moritz – Waldhaus am See

Silvaplana – Hotel Bellavista

Chiavenna (IT) – Hotel San Lorenzo

La Punt – Ristorante Burdun

 

Shopping

Samedan – Plinio Metzgerei

Samedan – Coop

La Punt – Grond Engadin

St. Moritz – Läderach

 

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